Il talento di Giada Dovico

Tra teatro, cinema e video promozionale di «The Floor»,
gioco televisivo in onda su Rai 2

27 aprile 2026 | Lorena Marchica
Tempo di lettura: 2–4 minuti

Giada Dovico

Giada Dovico, attrice astigiana, approda su Rai 2 con il video promozionale di «The Floor — Ne rimarrà solo uno», il gioco televisivo condotto da Paola Perego e Gabriele Vagnato, prodotto da Blu Yazmine e ispirato all’omonimo format olandese ideato da John de Mol.
Nella pubblicità, Giada appare insieme a Federico Bava e a due bambini davanti alla televisione: un’allegra famiglia pronta a indovinare le domande sullo schermo, fino a quando la conduttrice irrompe nella scena, sorprendendo i protagonisti.

C’è una passione che nasce presto, quasi in sordina, tra le mura di casa, davanti a uno specchio. È lì che Giada Dovico ha mosso i primi passi verso quella che sarebbe diventata la sua professione. «Quando andavo al cinema o mi appassionavo a una serie tv — racconta — mi mettevo davanti allo specchio a ripetere le battute che mi avevano colpito di più». Un gioco, forse, ma già carico di significato.

Riparte da qui «Schermi di Carta», la rassegna artistica ideata nel 2013 e rilanciata da Alessandro Guarinoresponsabile tecnico del Cinema Sala Pastroneinsieme al Circolo Cinematografico Vertigo.

Accanto alla dimensione performativa, si svilupperà anche quella espositiva: il foyerl’area di accoglienza della Sala Pastrone, diverrà una galleria d’arte, con l’idea di un’apertura non limitata al periodo dell’iniziativa culturale, ma estesa all’intero anno, così da configurarsi una base di riferimento per esposizioni e installazioni in città.

Da questa nuova prospettiva nasce la richiesta di partecipazione aperta a nuovi talenti — attori, scrittori, performer e artisti visivi — con l’obiettivo di offrire uno spazio di espressione su un tema attuale: l’impatto della guerra sull’essere umano, attraversando la violenza per approdare alla speranza.

Giada Dovico

Timida per natura, Giada ha trovato nella recitazione uno spazio di espressione e crescita personale. «Mi piaceva fantasticare sugli scenari cinematografici che avevo già visto, e col tempo ho capito che potevo trasformare questo interesse in qualcosa di concreto, attraverso lo studio e la dedizione». Un percorso che, passo dopo passo, l’ha portata dal teatro fino alle esperienze cinematografiche e televisive.

Da quanto tempo si dedica alla recitazione e come è cominciato il suo percorso artistico?

«La mia formazione è iniziata con il teatro, frequentando la scuola di Sergio Danzi e Ileana Spalla con la compagnia l’“Arcoscenico”. Dopo gli studi, ho cominciato a portare in scena spettacoli teatrali, come “Le Serve” di Jean Genet, diretto proprio da Sergio Danzi. In contemporanea, ho mosso i primi passi nel mondo del cinema, partecipando al film “Zoe” a cura di Giuseppe Varlotta. Poi mi sono iscritta all’ Accademia dello Spettacolo di Milano e ho partecipato a diversi workshop di recitazione cinematografica, tra cui quelli con Giovanni Veronesi e Carlo Verdone».

Com’è stata l’esperienza di partecipare a un progetto legato alla Rai?

«È stata bellissima. Mi sono trovata molto bene con lo staff tecnico e con i colleghi, sia grandi che piccini. Ringrazio anche Federico Bava, co-protagonista nello spot pubblicitario, con cui ho instaurato un ottimo rapporto».

C’è stato qualcosa che l’ha sorpresa durante le riprese?

«È stata la prima volta che ho lavorato con dei bambini sul set. Si è creata subito una bella sintonia».

Qual è l’aspetto del suo lavoro che ama di più e quale quello più impegnativo?

«Amo interpretare personaggi molto diversi dalla mia personalità. La parte più impegnativa, invece, è comprendere cosa il regista vuole che esprima. Quando ci si prepara all’interpretazione di un personaggio, bisogna essere senza filtri, pronti a donare una parte di sé stessi per riuscire a entrare in contatto con le emozioni del pubblico. Il lavoro mnemonico ha un ruolo fondamentale, poiché permette di essere più rilassati nella fase successiva, quella in cui si delineano gli aspetti emotivi del personaggio, trasformandosi nel suo complesso in una sfida ogni volta che si affronta un nuovo lavoro».

C’è un ruolo o un genere che sogna di interpretare in futuro?

«Mi sono sempre piaciuti i film e le serie storiche in costume. Ho qualche progetto legato a questo genere, ma per ora non posso aggiungere altro».

Con entusiasmo, l’attrice promette di sorprendere ancora il pubblico con nuove collaborazioni all’orizzonte, dimostrando come impegno e perseveranza possano trasformare ogni esperienza in un passo verso una carriera solida.

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