«Schermi di Carta»: dal Cinema Sala Pastrone
un foyer che diventa galleria d’arte e una chiamata per artisti emergenti
27 aprile 2026 | Lorena Marchica
Tempo di lettura: 2–3 minuti
Riparte da qui «Schermi di Carta», la rassegna artistica ideata nel 2013 e rilanciata da Alessandro Guarino, responsabile tecnico del Cinema Sala Pastrone, insieme al Circolo Cinematografico Vertigo.
Accanto alla dimensione performativa, si svilupperà anche quella espositiva: il foyer, l’area di accoglienza della Sala Pastrone, diventerà una galleria d’arte, con l’idea di un’apertura non limitata al periodo dell’iniziativa culturale, ma estesa all’intero anno, così da configurarsi una base di riferimento per esposizioni e installazioni in città.
Da questa nuova prospettiva nasce la richiesta di partecipazione aperta a nuovi talenti — attori, scrittori, performer e artisti visivi — con l’obiettivo di offrire uno spazio di espressione su un tema attuale: l’impatto della guerra sull’essere umano, attraversando la violenza per approdare alla speranza.
Riparte da qui «Schermi di Carta», la rassegna artistica ideata nel 2013 e rilanciata da Alessandro Guarino, responsabile tecnico del Cinema Sala Pastrone, insieme al Circolo Cinematografico Vertigo.
Accanto alla dimensione performativa, si svilupperà anche quella espositiva: il foyer, l’area di accoglienza della Sala Pastrone, diverrà una galleria d’arte, con l’idea di un’apertura non limitata al periodo dell’iniziativa culturale, ma estesa all’intero anno, così da configurarsi una base di riferimento per esposizioni e installazioni in città.
Da questa nuova prospettiva nasce la richiesta di partecipazione aperta a nuovi talenti — attori, scrittori, performer e artisti visivi — con l’obiettivo di offrire uno spazio di espressione su un tema attuale: l’impatto della guerra sull’essere umano, attraversando la violenza per approdare alla speranza.
Gli interessati potranno candidarsi inviando una breve presentazione al recapito dell’organizzazione: schermidicarta@gmail.com.
«Non è solo cinema», chiarisce Guarino. Il progetto è, infatti, una realtà creativa che intreccia arte cinematografica e letteratura, e che conserva ancora la sua struttura originaria: un appuntamento settimanale, che si arricchisce di una sezione parallela, pensata per rivoluzionare l’esperienza in sala.
Prima di ogni proiezione, troveranno il loro spazio momenti di interpretazione e di letture originali, ispirati ai temi delle pellicole in programma e realizzati dagli stessi partecipanti.
Non è necessario essere allo stesso tempo autori e performer, poiché si può collaborare in un percorso condiviso, dando vita a un processo collettivo che culminerà sul palco.
La finalità rimane quella iniziale: «Cerchiamo persone che vogliano avere la possibilità di esprimersi e che magari non abbiano ancora trovato la loro occasione», spiega l’ideatore, ponendosi come mediatore di un dialogo tra la contemporaneità dei nuovi virtuosi e l’identità storica della Sala Pastrone, evocativa del cinema muto dei primi anni del Novecento.
Con il trascorrere del tempo, «Schermi di Carta» ha visto nascere diversi talenti, alcuni attraverso esperienze di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), obbligatori nell’ultimo triennio dell’istruzione superiore, e altri — come l’ormai affermata attrice Marina Occhionero — che hanno partecipato ai primi momenti di ideazione e confronto del progetto.
Per questa edizione non mancherà una dimensione internazionale: è prevista la collaborazione con una giovane creatrice di contenuti coreana, che realizzerà materiali multimediali trasmessi in contemporanea sul grande schermo e sui canali social dell’artista, contribuendo ad ampliare la visibilità dell’iniziativa.
La rassegna, che non si è mai fermata nemmeno durante il periodo pandemico, si conferma uno spazio ibrido e innovativo in continua evoluzione, dove il cinema diviene il punto di partenza per nuove forme di espressione.





